Qualcosa è cambiato : riflessioni al tempo del coronavirus

Il susseguirsi di eventi in queste ultime ore e l’atmosfera che si è creata stimola ognuno di noi a fare delle riflessioni.Non farò appelli al buon senso e al rispetto delle regole , quelle ormai le conosciamo perfettamente.Credo invece che questa sia una grande occasione per riflettere sullo stato della nostra vita e sulla situazione in cui si trova oggi l’umanità, apparentemente così forte, ma così vulnerabile nella realtà ( la stessa corsa al cibo sta riportando a necessità primordiali spesso banalizzate e date per scontate).La sfida in questi momenti, per ciascuno di noi, è cercare di contenere l’ansia, la paura, gli stati di nervosismo che ci indeboliscono e ci rendono più vulnerabili di fronte agli accadimenti e ci portano in certi casi a produrre falsi terrori da caccia all’untore come nella peste manzoniana.

Forse meglio fare appello al Boccaccio , che lui la peste l’ha vissuta realmente e ha cercato di porvi rimedio, a modo suo,rendendo più leggera la sofferenza fisica e psicologica di quei momenti.

E anche noi come i giovani del Decameron possiamo sopravvivere alla paura e anche alla quarantena con qualche accorgimento in più avendo dalla nostra la tecnologia per condividere pensieri, riflessioni ed emozioni. Facciamo in modo che a guidare le nostre azioni siano fermezza e calma d’animo cercando di dominare gli eventi e non di subirli.

L’invito per tutti noi è di trasformare le preoccupazioni che ci sovrastano in occupazioni forti e consapevoli, con fiducia verso le forze migliori dell’essere umano perchè come affermava EinsteinE’ solo nella crisi che nascono l’inventiva , le scoperte e le grandi strategie. “

Laura

Ho immaginato che …

Questo vecchio e stanco pianeta,  dalla salute malferma ad opera di una delle sue creature che, pur nel ciclo di nascite e morti, ha creduto di poter dominare tutto,  abbia voluto darci una lezione, schiaffeggiandoci per la nostra tracotanza. 

Adesso viviamo rintanati nelle nostre case e abbiamo paura. Ma la natura fa il suo corso e, fuori, la primavera impazza.

Sono uscita di soppiatto nel primo pomeriggio e ho attraversato strade deserte. Dappertutto l’odore della primavera. Mi sono rincuorata.  Avevo letto sul giornale che tra i sintomi della malattia da coronavirus c’è la perdita del gusto e dell’olfatto.  E io sentivo,  vicino al canale in secca, forte, il profumo delle viole.  Mi sono fermata a sbirciare tra l’erba già alta e non sono riuscita a vederle ma le viole,  di sicuro,  erano lì. 

Più avanti un viale di pruni spandeva nell’aria il profumo dolciastro dei suoi fiori rosa,  a mille sui rami!! Il sole caldo era un invito a correre nei prati,  lungo i sentieri,  come mi succedeva da ragazzina, quando ancora mi sentivo parte del tutto,  con l’argento vivo nelle gambe. Ora non ho più l’età!  Mi sono spogliata un po’ e sentivo il benefico tepore del sole sulla pelle. 

Perché,  cara Terra, è vero che te ne facciamo di tutti i colori e che questo tempo sospeso ci deve servire per riflettere,  ma nonostante l’età, abbiamo ancora tanta voglia di vivere! 

Poche auto per le strade,  pochi aerei nei cieli,  l ‘aria finalmente più pulita.  Si può anche vivere così.  Allora cogliamo l’occasione per chiederci dove ci sta portando tutto questo correre,  produrre,  consumare,  sprecare…

Dobbiamo imparare a vivere con leggerezza senza gravare su un sistema ormai compromesso. 

Perché altrimenti dovremmo convenire che se il coronavirus decimasse gli umani,  non potrebbe che essere un bene per il pianeta. 

Ma siccome vorremmo vivere fino all”ultimo giorno che ci è concesso,  allora diamoci una mossa : impariamo ad amministrare con saggezza questo bene comune che è la vita sulla Terra,  non solo la nostra ma quella di tutti gli esseri viventi,  animali e vegetali. 

Che questa crisi ci serva per iniziare un percorso nuovo, più sostenibile. 

             Carmen 

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