I racconti di A. Munro (premio Nobel per la letteratura 2013) sono sprazzi di verità. Non c’è autocompiacimento, non c’è retorica. Sono scarni, essenziali. Spogliano la realtà, la mettono a nudo, bella o brutta che sia. E noi siamo gli spettatori, coinvolti come se quelle esperienze le avessimo vissute in prima persona.
Nella raccolta c’è molto della condizione femminile, sia nella presa di coscienza di alcune ragazzine in età preadolescenziale della propria femminilità, sensibilità e capacità di mettersi nei panni dell’altro che nella denuncia di una condizione di subordinazione e di sfruttamento.
Carmen