Alla ricerca del tempo perduto
Il sapore della madeleine.
L’episodio della madeleine è narrato nella parte iniziale della Strada
di Swann, il primo dei sette romanzi che compongono “Alla ricerca del tempo perduto “di Marcel Proust.
Nel brano che segue, Proust descrive lo sforzo per far riaffiorare dalla profondità dell’inconscio situazioni ed eventi che sembravano cancellati per sempre.
A partire dal sapore del biscotto inzuppato nel tè, riemergono nel protagonista i ricordi dell’infanzia, le figure e gli ambienti di allora, i sentimenti e le emozioni.
…………………..
Già da molti anni di Combray tutto ciò che non era il teatro o il dramma del coricarmi non esisteva più per me, quando in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere una di quelle focacce pienotte e corte chiamate « maddalenine», che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo.
Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzo di «maddalena». Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa: o meglio quest’essenza non era in me, era me stesso. Avevo cessato di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Donde m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo ch’era legata al sapore del tè e della focaccia, ma la sorpassava incommensurabilmente, non doveva
essere della stessa natura. Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla?
[………….]
E ad un tratto il ricordo m’è apparso.
Quel sapore era quello del pezzetto di «maddalena» che la domenica mattina a Combray (giacché quel giorno non uscivo prima della messa), quando andavo a salutarla nella sua camera, la zia Léonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio.
[………….]
E, appena ebbi riconosciuto il sapore del pezzetto di ” maddalena ” inzuppato nel tiglio che mi dava la zia (pur ignorando sempre e dovendo rimandare a molto più tardi la scoperta della ragione per cui questo ricordo mi rendesse così felice), subito la vecchia casa grigia sulla strada, nella quale era la sua stanza, si adattò come uno scenario di teatro al piccolo padiglione sul giardino, dietro di essa, costruito per i miei genitori (il lato tronco che solo avevo riveduto fin allora); e con la casa la città, la piazza dove mi mandavano prima di colazione, le vie dove andavo in escursione dalla mattina alla sera e con tutti i tempi, le passeggiate che si facevano se il tempo era bello.
Marcel Proust “ Alla Ricerca del tempo perduto”
Ricetta madeleine
Ingredienti
– 120 gr farina
– 100 gr burro
– 2 uova
– 120 gr di zucchero a velo
– 1 cucchiaino di miele (opzionale)
– 5 gr di lievito per dolci
– aroma di mandorla
– scorza di limone grattugiata
– stampo a conchiglia per madeleine
Preparazione
– Fondere insieme in un pentolino il burro con il miele.
– Sbattere le uova con lo zucchero.
-Amalgamare i due composti.
– Unire la farina con il lievito setacciati.
-Imburrare e infarinare le apposite formine da madeleine.
– Suddividere il composto cremoso nelle formine.
– Cuocere le madeleine in forno a 230° per 5 minuti, poi abbassare a 180° per altri 10 minuti.
– Sfornare, farle raffreddare, toglierle dallo stampo e servire.